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Medical Praxis Dr. Zaki Asalli
Rappresentazione della molecola di ozono
Discipline mediche

Ossigeno
ozonoterapia

L’azione terapeutica

L’ossigeno–ozonoterapia, comunemente nota come ozonoterapia, è una terapia che svolge un effetto antidolorifico, antinfiammatorio, antibatterico, antivirale e fungicida, rivitalizzante dei tessuti e immunomodulante.

Come avviene la somministrazione

Esistono diverse metodologie: le tre più utilizzate sono l’iniezione, l’autoemotrasfusione e l’insufflazione.

Grande autoemoinfusione – GAE

Si prelevano 100 o 200 cc di sangue da una vena del braccio, raccolti in una sacca certificata. Senza staccare l’ago, un dispositivo medico immette la miscela di ossigeno e ozono nella sacca mescolandola al sangue, che poi riaffluisce nell’organismo.

Piccola autoemoinfusione – PAE

Stesso principio della grande autoemoinfusione, con una quantità di sangue più modesta che, una volta ozonizzata, viene reintrodotta con un’iniezione intramuscolare anziché per via endovenosa.

Iniezioni e insufflazioni

Iniezioni sottocutanee, intradermiche, intramuscolari, paravertebrali e intra–articolari, dosate in base alla patologia. Le insufflazioni rettali, vescicali, transvaginali, uterine e uretrali portano la miscela a contatto diretto con i tessuti interessati attraverso cateteri sottili.

Indicazioni e patologie

L’ossigeno–ozonoterapia (O2O3) è indicata nel trattamento di:

Colonna e articolazioni

  • Discopatie ed ernie discali
  • Radicolopatie cervicali, dorsali e lombari
  • Gonartrosi e coxartrosi
  • Spalla dolorosa
  • Rizoartrosi e morbo di Dupuytren
  • Tendinopatie e borsite del gran trocantere
  • Patologia dolorosa di caviglia e piede, tunnel tarsale
  • Tunnel carpale e compressione del nervo ulnare

Dolore diffuso e infezioni

  • Sindrome miofasciale e trigger points
  • Fibromialgia ed encefalomielite mialgica
  • Fatica cronica
  • Malattia di Lyme e coinfezioni
  • Infezioni virali
  • Azione antifungina
  • Vasculopatie

Controindicazioni

  • Gravidanza
  • Favismo
  • Ipertiroidismo clinicamente manifesto
  • Epilessia
  • Gravi malattie cardiovascolari, ematologiche o respiratorie in fase di scompenso
  • Necessità di intervento chirurgico non rimandabile