METALLI PESANTI E MALATTIE CRONICHE

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I metalli pesanti, in particolare cadmio, mercurio e piombo, sono quelli maggiormente tossici per l’uomo. Questi elementi si accumulano nell’organismo senza poter essere eliminati, determinando effetti nocivi a breve e lungo termine, diversi a seconda del metallo. Possono causare danni ai reni, al sistema nervoso e al sistema immunitario, e in certi casi avere effetti cancerogeni. I sintomi più classici di intossicazione da metalli pesanti sono l’irritabilità ed instabilità dell’umore, depressione, cefalee, tremori, perdita di memoria, ridotte capacità visive.
I metalli pesanti possono causare allergie, intolleranze e intossicazioni. Possono avere effetti cancerogeni e interferire con i nostri geni. Pensiamo, ad esempio, all’ampia diffusione dell’allergia alnichel, uno dei metalli pesanti più diffusi, tra i quali troviamo, tra gli altri, anche arsenico, cadmio, piombo, mercurio, cromo, alluminio e cobalto.
La seguente nota rappresenta una guida da stampare e leggere attentamente (data a lunghezza della trattazione)
I metalli tossici sono sostanze inquinanti che penetrano in maniera insidiosa nel nostro organismo attraverso cibi, bevande, aria, acqua, cosmetici, farmaci, vestiti, vernici e oggetti di uso. Sono pericolosi perché tendono a bioaccumularsi: tendono cioè ad aumentare la propria concentrazione in un organismo biologico. Si accumulano lentamente e progressivamente nelle ossa, nel fegato, nei reni, nei tessuti connettivi, nel cervello e in altri organi. Il nostro organismo non riesce, con i normali processi detossinanti, a rimuoverli. Senza l’ausilio di sostanze chelanti, capaci di legarsi al metallo e di trasportarlo all’esterno dell’organismo, permangono per decenni e rappresentano un serio pericolo per la salute.

Tra Passato e Presente

Al tempo dei romani era in uso presso i nobili bere da boccali di piombo. Inoltre, molte condutture dell’acqua erano rivestite di piombo. Sono trascorsi centinaia di anni prima che i medici potessero comprendere la relazione fra le malattie mentali e la contaminazione dell’acqua potabile da piombo.
Durante il XVII secolo si prediligeva l’utilizzo del mercurio per il trattamento delle infezioni o delle malattie croniche. Anche in questo caso ci sono voluti centinaia di anni prima che si giungesse a documentare gli effetti neurotossici e immunodepressori del mercurio.
Dai tempi di W.A. Mozart, il quale è morto proprio per un’intossicazione da mercurio in seguito a un trattamento contro la sifilide, i medici sono a conoscenza dell’aspetto grigiastro degli organi di persone morte per intossicazione da mercurio e della distruzione degli organi causata dallo stesso.
Nel caso del mercurio il dilemma terapeutico è chiarissimo: il mercurio può essere utilizzato per curare le malattie infettive ma scatena a sua volta una malattia che può causare la morte del paziente. La stessa cosa si può affermare per la maggior parte dei metalli: dosi minime possono avere effetti terapeutici di breve durata, che possono però provocare, allo stesso tempo, altre malattie. La maggior parte dei metalli, oltre a un effetto neurotossico, possiede uno spettro d’azione limitato ed un effetto cancerogeno che ne negano l’utilità.

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Mercurio a temperatura ambiente

I metalli tossici possono essere fungicidi e battericidi ma molti microrganismi hanno la capacità di adattarsi, col tempo, a sopravvivere in tale ambiente. Questo fenomeno lascia perplessi gli scienziati e mette in evidenza la grande capacità delle cellule di organismi superiori, come per esempio l’uomo, di adattarsi nello stesso modo.
A lungo termine, la situazione cambia: le cellule vengono danneggiate dai metalli tossici, mentre i microrganismi estranei si moltiplicano nell’ambiente dei metalli pesanti. I lavori di Ludwig, Voll e altri studiosi effettuati in Germania, Giappone e negli USA, hanno dimostrato che i microrganismi si annidano, nelle nicchie del corpo in cui si vengono a trovare le maggiori quantità di metalli tossici. In questi siti, le cellule del sistema immunitario si indeboliscono, mentre i microrganismi proliferano liberamente. I denti, le mascelle, le placche di Peyer nella parete intestinale, il tessuto connettivo e i gangli autonomi, sono normalmente i luoghi prediletti dai metalli, dove i microrganismi si moltiplicano facilmente. Inoltre queste zone presentano dei vasi stretti, dove scorre poco ossigeno, sangue e sostanze nutritive, il ché favorisce la proliferazione di batteri, micosi e virus.
La lista dei sintomi dovuti a un’intossicazione da mercurio, pubblicata dalla DAMS (gruppo di supporto amalgama dentale) include praticamente tutte le malattie dell’uomo: le più frequenti sono l’astenia cronica, la depressione e i dolori articolari. Riassumendo: il mercurio da solo può scatenare, stimolare o aggravare tutte le malattie conosciute.
La medicina moderna ha fatto dei grandi progressi grazie alla scoperta e all’applicazione del test PCR (Polymerase Chain Reaction). Ogni malattia che venga analizzata in profondità sembra avere origine, interamente o in parte, da un’infezione cronica.
Uno studio effettuato su 10 000 persone anziane americane, ha rivelato che la maggior parte delle malattie cardiache di questi soggetti erano causate da infezioni situate principalmente nella cavità orale.
Un altro studio ha dimostrato che il 70% delle sindromi algico-disfunzionali dell’apparato masticatorio nei soggetti di sesso femminile, viene provocato dalla chlamydia trachomatis.
Il diabete giovanile è spesso causato da un’ infezione dovuta a un virus influenzale o da citomegalovirus.

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Chlamydia trachomatis

Come hanno constatato Günther Enderlein e tanti altri più di 60 anni fa, un’infezione non si può sviluppare se il terreno non è stato modificato.
Invece di analizzare soltanto il pH, la capacità di osmosi ed altri fattori, propongo di diagnosticare e trattare parallelamente: il tasso e la localizzazione dei metalli e dei microrganismi patogeni nel corpo. Fino a quando i metalli tossici sono presenti nell’organismo, i microrganismi hanno una protezione che né gli antibiotici, né i prodotti di Enderlein, né la terapia all’ozono, né i raggi UV o altre terapie possono sconfiggere.
Non è facile localizzare i depositi di metallo nelle differenti parti del corpo di una soggetto in vita, poiché i test scientificamente riconosciuti si basano sull’asportazione del tessuto e sull’analisi al microscopio o altre tecniche di laboratorio.
Il metodo appropriato e semplice da imparare è il fenomeno di risonanza fra sostanze identiche del Dott. Yoshiaki Omura; sia il suo test di O-Ring che la diagnostica della regolazione autonoma sono complementari a un test clinico classico e si eseguono senza strumenti.
Il metodo del Dott. Yoshiaki Omura è uno strumento diagnostico molto affidabile: esso permette non solo di constatare la collocazione e il genere di metallo presente nel corpo, ma anche quale agente disintossicante è più appropriato per eliminare il metallo.
I metalli più frequentemente trovati sono:  mercurio,  piombo,  alluminio,  cadmio.
Grazie a questo metodo, molti pazienti affetti da malattie croniche che non reagivano alla terapia, si sentiranno meglio o guariranno.
Gli argomenti esposti fino a questo punto non risolvono tuttavia il problema principale:  perché il mercurio si deposita in alcuni soggetti?
Il mercurio si deposita nell’ipotalamo (provocando una serie di problemi ormonali), o nel sistema limbico (e può provocare depressione), nelle ghiandole surrenali (astenìa), nelle ossa (osteoporosi, leucemia), nel bacino (cistite interstiziale), nelle ghiandole autonome e sensoriali (sindrome di dolori cronici), nel tessuto connettivo (sclerodermia, lupus), nei nervi cerebrali (tinnito, cataratta, perdita dell’olfatto ecc. ), in vari muscoli (fibromialgia).

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In queste zone le cellule immunitarie sono indebolite, mentre proliferano i microorganismi

In queste zone le cellule immunitarie sono indebolite, mentre proliferano i microorganismi

Come si può supporre si possono elencare molti fattori scatenanti:

  • I traumi fisici, come vecchie ferite alla testa, che hanno reso il cervello permeabile al piombo,  all’alluminio e al mercurio.
  • Le allergie alimentari, che creano infiammazioni alle articolazioni e le rendono quindi accessibili ai depositi tossici.
  • Stress geologico: abbiamo constatato che molte persone dormono sopra corsi d’acqua sotterranei o troppo vicino a istallazioni elettriche. I metalli si concentrano nei punti più coinvolti in questo contatto.
  • Le cicatrici possono emettere dei segnali elettrici anormali, che possono modificare il funzionamento del sistema nervoso autonomo. Gli impulsi anormali creano delle zone di restringimento dei vasi che causano una carenza di circolazione sanguigna. Ed è così che queste zone diventano siti di deposito dei metalli.
  • Anomalie strutturali, chiamate anche disfunzioni sacro-craniali sono spesso responsabili di una diminuzione del flusso sanguigno e linfatico nelle regioni lese.
  • Deficit biochimico: quando il paziente presenta un deficit cronico di zinco, la prostata comincia ad immagazzinare altri metalli bivalenti : Hg++ o Pb++.
  • Prodotti tossici dell’ambiente (solventi, pesticidi, prodotti per la protezione del legno, ecc.); tali agenti hanno un effetto sinergico con i metalli tossici. I metalli si depositano spesso nei siti danneggiati chimicamente in precedenza.
  • Problemi psicoemotivi e familiari non risolti.

metal5L’ultimo punto è senz’altro il più diffuso e determina quale metallo andrà a depositarsi in quale parte del corpo e di quale agente infettivo prospererà nell’organismo.  Questo punto è stato nascosto dalla maggior parte dei terapisti a causa della mancanza di procedimenti terapeutici rapidi ed efficaci.

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