Bio-mesoterapia

Tale metodica che a prima vista può forse apparire banale, permette invece di trattare molti disturbi localizzati con maggiore efficacia pur impiegando i farmaci a dosi molto ridotte.
In pratica, invece di utilizzare il farmaco a livello generale (in genere per via orale o per iniezioni intramuscolari) e di conseguenza a dosaggi piuttosto elevati per riuscire a svolgere un’azione terapeutica efficace, con la mesoterapia si realizza invece una terapia locale intervenendo direttamente sulla zona disturbata.

Fin qui la mesoterapia classica o “di base”.

biom2Con il termine invece di Bio-mesoterapia naturale si intende una modalità di intervento ancora più fine e mirata. Infatti la sostanza iniettata è in genere di tipo omeopatico od omotossicologico e le zone da trattare sono scelte tenendo conto anche del decorso dei meridiani di agopuntura.

Naturalmente attraverso dei semplici test di kinesiologia applicata si ha la possibilità di scegliere con precisione sia la sostanza più adeguata da iniettare, sia i punti più corrispondenti e specifici rispetto all’azione curativa che si intende ottenere.
Le patologie più comunemente trattate sono quelle di natura ortopedica, quali le artriti, le artrosi, le nevralgie, le sciatiche, ma anche le emicranie, e le patologie venose che linfatiche.
Inoltre un campo di particolare interesse per l’impiego della mesoterapia è rappresentato dai disturbi di natura estetica, quali la cellulite e gli inestetismi cutanei.
Naturalmente anche un intervento prevalentemente locale come quello di tipo mesoterapico, per risultare veramente efficace e fisiologico non può mai trascurare di prendere in considerazione la persona nel suo insieme e non come semplice somma di singoli organi o parti.

biom3La mesoterapia nella cellulite

Il farmaco omeopatico, attraverso l’infissione dell’ago di Lebel (4mm) interviene sulla zona interessata con un triplice meccanismo:

a) antiinfiammatorio. Il farmaco introdotto compete con l’attività delle cellule bianche, limitando o bloccando la secrezione delle sostanze granulose e fibrotiche.
b) vascolare. Agendo sulle cellule adipose e, loro mediante, sulla parete esterna delle arteriole ne ripristina l’apertura e consente di riordinare il deflusso dei metaboliti di rifiuto verso il grande circolo venoso per una loro definitiva eliminazione renale
c) lipolitico. Un modesto effetto di limitazione dei depositi del grasso.

La mesoterapia del dolore

Nella mesoterapia, la stimolazione meccanica prodotta dall’infissione di aghi (azione in comune con l’agopuntura) e la contemporanea distensione del derma, dovuta all’iniezione di microdosi di farmaco, sono in grado di attivare diversi recettori cutanei.
Si avvìano così, a causa della ricchezza di terminazioni nervose presenti nella cute, alcune importanti risposte riflesse. La struttura responsabile è posta nel gruppo di interneuroni che fanno parte della cosiddetta sostanza gelatinosa di Rolando (un’importante sede del Sistema Nervoso centrale a livello del midollo spinale). Secondo la teoria del Gate Control di Melzak e Wall (controllo a cancello) esisterebbero due tipi di fibre, a piccolo e a grande diametro, atte a trasmettere i segnali ai grandi centri nervosi. Quando prevalgono gli impulsi condotti dalle fibre a piccolo diametro (deputate alla sensibilità del dolore) si apre il cancello ai segnali del dolore; quando invece prevalgono gli impulsi condotti dalle fibre ad ampio diametro (deputate alla sensibilità tattile e propriocettiva), il cancello si chiude e si impedisce o si riduce la trasmissione del dolore ai centri superiori.
Il farmaco introdotto è responsabile della reazione più spiccatamente chimica della sedazione del dolore. La via di somministrazione intradermica, oltre ad una maggiore permanenza in sede del prodotto iniettato, offre il vantaggio di evitare il filtro epatico che causerebbe sia una parziale inattivazione del farmaco che eventuali suoi effetti collaterali. L’introduzione della sostanza nel derma, ricco di cellule deputate alla difesa immunitaria, garantisce inoltre una risposta che può essere aspecifica con l’attivazione di macrofagi e del cosiddetto complemento o specifica con la produzione di anticorpi o T linfociti.

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